Può una società prosperare grazie ai difetti degli individui? Bernard de Mandeville rovescia il rapporto tra virtù, desiderio e benessere collettivo.
Può una società prosperare grazie ai difetti degli individui?
È la domanda provocatoria posta da Bernard de Mandeville in uno dei testi più sorprendenti della modernità: La favola delle api.
Pubblicata all’inizio del Settecento, l’opera contiene una tesi destinata a suscitare scandalo e a influenzare profondamente il pensiero economico moderno:
i vizi privati possono produrre benefici pubblici.
Vanità, ambizione, desiderio di lusso e ricerca del prestigio non sono virtù morali. Eppure, secondo Mandeville, possono contribuire alla prosperità collettiva.

L’alveare prospero e corrotto
Mandeville immagina un alveare straordinariamente prospero.
Le api sono laboriose, creative e attive. L’economia fiorisce, il commercio cresce, le arti si sviluppano.
Ma questa prosperità non nasce dalla perfezione morale.
Le api sono mosse da passioni molto umane: vanità, ambizione, desiderio di distinzione, ricerca del piacere, bisogno di apparire.
Sono imperfette.
E proprio per questo l’alveare funziona.
Quando trionfa la virtù
A un certo punto le api decidono di diventare perfettamente virtuose.
Abbandonano il lusso, rinunciano all’ostentazione, eliminano il superfluo e ridimensionano i propri desideri.
Accade allora qualcosa di inatteso.
Le botteghe chiudono. Gli artigiani perdono lavoro. Il commercio rallenta. L’economia si impoverisce.
L’alveare perde la propria vitalità.
La virtù, paradossalmente, produce stagnazione.
Il paradosso di Mandeville
Mandeville non celebra il vizio.
La sua provocazione è più sottile.
Mostra che le conseguenze sociali delle azioni umane non coincidono necessariamente con le intenzioni morali degli individui.
Il desiderio di apparire alimenta i consumi. I consumi generano attività. Interessi e passioni private possono produrre effetti che coinvolgono l’intera società.
L’ordine collettivo, dunque, non nasce sempre dalla virtù.
Può emergere anche dall’intreccio di desideri, ambizioni e interessi individuali.
È questo il vero scandalo della Favola delle api.
Il superfluo cambia significato
Per secoli il pensiero occidentale aveva guardato al lusso soprattutto come eccesso, vanità e corruzione morale.
Con Mandeville la prospettiva cambia.
Il desiderio di ciò che non è necessario non viene più giudicato soltanto sul piano morale. Diventa una forza capace di produrre conseguenze sociali ed economiche.
Il superfluo smette così di essere soltanto spreco.
Diventa un problema da comprendere.
Ed è forse questa la ragione per cui la provocazione di Mandeville continua a interrogarci.
Le società prosperano grazie alla virtù degli individui o anche grazie alla capacità di trasformare desideri e passioni private in energie collettive?
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Dario Polatti
Sociologo della comunicazione
Geografie dell’umano